art project
Questi lavori nascono da una disciplina dello sguardo. Colore, linea e spazio non sono elementi decorativi, ma dispositivi di pensiero. La scelta cromatica è sempre intenzionale: campiture nette, contrasti calibrati, palette ridotte che agiscono come codici semantici. Il colore non descrive la realtà; la interpreta, la sospende, la rende concettuale. Le linee, spesso geometriche, talvolta fluide, non delimitano soltanto le forme: governano il tempo dell’immagine. Guidano lo sguardo, impongono pause, costruiscono una tensione tra controllo e deviazione. I soggetti, isolati o messi in relazione con architetture essenziali, diventano icone narrative: figure che non raccontano una storia, ma la trattengono. Ogni lavoro affronta mondi diversi con un approccio metafisico: ogni immagine è una pagina, ogni serie un capitolo. Gli oggetti quotidiani (un bicchiere, un’auto, un cappello) sono sottratti alla funzione e restituiti come segni culturali. L’ironia è controllata, mai esplicita; il surrealismo è misurato, mai evasivo.

